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27 Agosto 2019

Le 4 regole dell’insuccesso

Molti si chiedono spesso cosa debbano fare per avere successo.
La verità è che non ci sono delle regole, nessun trucco di magia putroppo!
Quello che è sicuro è che ci sono delle “regole” (abitudini, mentalità ecc) che sicuramente porteranno all’insuccesso: conoscendole avrai un’arma in più per perseguire la tua strada verso il successo. Vediamo dunque queste semplici regole!

ATTENZIONE: Questo articolo si rivolge a chi, come me, lavora come me sta intraprendendo la sua carriera da imprenditore (che sia libero professionista o abbia un’azienda propria) oppure a chi è interessato a lavorare come tale e desidera prevedere le problematiche che si ritroverà ad affrontare.

Regola insuccesso 1: La Sveglia Tardi

Svegliarsi tardi è causa di insuccesso.
Probabilmente una delle cose che avete sentito più spesso.

“Ma c’è il mio amico Gottardo che si sveglia alle 13 tutti i giorni, ha un’azienda di tappi di sughero e soldi a sfare” probabilmente replicherete voi.
Beh, non avete tutti i torti, ma allora esiste anche Paris Hilton che non ha fatto niente e si è ritrovata milioni o forse miliardi (non conosco le cifre del suo conto in banca, non abbiatemene) senza dover assolutamente alzare un muscolo, ciò significa forse che per diventare ricchi bisogna non fare niente dalla mattina alla sera? Assolutamente no!

“Ma dormo comunque 8 ore, il mio ciclo è solo spostato” replicherete ancora. Non va bene comunque! Ed ecco che vi spiego perché:

Come dovrebbe, dunque, la sveglia presto aiutarmi ad avere successo?

La risposta è più che semplice, non è la sveglia presto che vi aiuta, ma la sveglia tardi che vi causa difficoltà.
Supponiamo che siate persone che si alzano alle 10 tutte le mattine (non così tardi infondo, vero?) e supponiamo che vi facciate anche le vostre 8 amate ore di sonno.

Adesso se, la matematica non è un’opinione, 24 (ore al giorno) – 8 (ore di sonno) fa 16 ore di vita quotidiana.

La vostra giornata inizia alle 10, dunque finisce alle “26” ergo 24 + 2 = alle 2 di mattina.

Adesso aggiungiamo una piccola dose di vita sociale.

I vostri amici, tra lavoro / scuola, sicuramente saranno disponibili solo alla sera, più o meno dopo l’ora di cena. Inoltre i vostri amici andranno a letto presto dato che il giorno dopo RI-andranno a lavoro/scuola.

Supponiamo dunque che per vederli abbiate disponibile la fascia oraria 20 – 24. Ecco che, incontrando i vostri amici, avrete non solo 4 ore in meno (dunque 12) ma anche una frammentazione del vostro tempo.
Infatti, una volta rientrati a casa, avrete 2 ore (da mezzanotte alle 2) in cui dopo una serata con gli amici, non farete nulla se non perdere tempo. Altre 2 ore buttate via (e siamo a 6).

Aggiungiamo i tempi per: cucinare, mangiare, lavarsi, pulire casa ed ecco che molto del vostro tempo sarà andato bruciato.

Tutto questo valutando le 10 come orario di sveglia. Provate voi stessi a fare il calcolo con la sveglia alle 12 🙂

Regola insuccesso 2: Rimandare

Come la regola de “La Sveglia Tardi”, anche questo è uno dei cliché più noti che porterà voi e il vostro Business all’insuccesso.
Ma proprio perché è noto, ci sarà un fondo di verità non pensate?

Rimandare porta ad accumulare e accumulare porta stress.

Rimandando inoltre avrete sempre il pensiero di dover ancora fare QUELLA COSA e non vi sentirete per niente motivati a farla.

Finirete a guardare video di gattini che miagolano all’unisono convincendovi che avete bisogno di staccare un attimo.. ed ecco che vi ritroverete a fare le cose di corsa.

E come già saprete, dopo una bella corsa ci vuole anche un bel riposo, che per carità è dovuto, ma perché causarsi una situazione del genere quando avreste potuto fare le cose con calma, fatte bene e sopratutto senza stress?

La risposta a voi.

Regola insuccesso 3: Il NON

Questa è una delle mie preferite (nel senso una di quelle che odio di più), l’unica che vi porterà all’insuccesso ancora prima di partire.

Molto spesso mi trovo a parlare con persone che mi dicono di voler raggiungere degli obbiettivi ma alle domande “Cosa ti ferma?” e “Come mai non l’hai ancora fatto?” mi rispondono con le seguenti frasi:

  1. Non sono capace
  2. Non ho tempo
  3. Tu Non capisci
  4. Non è così facile

Non, non, non e non.

Queste 4 frasi che avete appena letto sono quanto di più sbagliato e DISTRUTTIVO possiate pensare!

BASTA!

Dovete smettere di pensare così male di voi stessi, nessuno nasce “imparato”, tutti hanno 24 ore, tutti hanno problemi da risolvere e tutto ha bisogno di uno sforzo.

Le parole hanno un forte peso sulle nostre vite e raccontarsi queste frottole non ci aiuta per niente, anzi, ci UCCIDE.

È ovvio che per riuscire in qualcosa dobbiate prima IMPARARLO, dobbiate dedicargli del tempo (un’ora al giorno tutti la trovano e se non la trovate vuol dire che state dando le priorità sbagliate ad alcune cose nella vostra vita), dobbiate parlarne con qualcuno e dobbiate impegnarvi.

Per questo motivo vi consiglio di trasformare quelle 4 frasi malefiche in:

  1. Posso farcela, ce la faccio!
  2. A qualsiasi costo gli dedicherò del tempo!
  3. Gli altri mi capiscono e possono aiutarmi!
  4. Non è facile ma merita tutto il mio sacrificio!

Provate a ripetere queste semplici frasi focalizzando un obbiettivo e sono sicuro che la vostra vita cambierà in meglio e l’insuccesso sarà soltanto un lontano ricordo (PS: l’esercizio funziona solo se applicato ogni giorno per periodi più lunghi possibile!).

Regola insuccesso 4: La paura di fallire

Ricordate quando eravate bambini e pieni di voglia di fare?
Quando la maestra diceva “Quanto fa 2 + 2” e voi alzavate la mano e ingenuamente rispondevate “5” e la maestra vi diceva “No Sara, 2 + 2 fa 4 ma sei stata comunque brava perché ci sei andata vicina!” e voi comunque eravate felici perché nel vostro errore avevate imparato una cosa nuova.

Passano gli anni e la stessa maestra propone una domanda più difficile, alla quale sbagliare è ancora più giustificato: “Quanto vale X se 15x = 7?”.

Sempre voi alzate la mano e dopo che la maestra (o forse professoressa) vi da la parola rispondete “5” (vi piace proprio questo numero, eh?!) ma questa volta la maestra non vi dirà più che siete stati bravi ma dirà “Sara, Sara, Sara, m cosa devo fare con te? Sto veramente perdendo le staffe, la prossima volta che sbagli ti metto un meno sul registro”.

Nella vostra testa si crea un collegamento, sbagliare -> meno sul registro, ancora più a fondo: sbagliare = dispiacere.

Ma non avevamo visto prima che sbagliare ci portava ad imparare? Non avevamo visto che sbagliare era motivo di felicità dunque?

Adesso non lo è più, perché non siete più bambini e le persone non hanno più pazienza nei vostri confronti.

Allora chi ve lo fa fare di alzare la mano e provare a rispondere? Chi ve lo fa fare di PROVARE???

Meglio non provare più, meglio non rischiare di FALLIRE.

Ecco qua che il danno è fatto.

Fallire non dovrebbe essere una paura ma una tassa da pagare per poter crescere: ad ogni nostro fallimento noi siamo sempre più forti e sempre più grandi!

Se mai un giorno proverete a lanciare una STARTUP (cosa che vi auguro) eventuali investitori vi chiederanno di sicuro “Quante volte hai fallito?” e quando voi risponderete, molto fieri, “Non ho mai fallito” a vostra sorpresa avrete dato la risposta peggiore che potevate dare. Gli investitori infatti vi diranno “Ripassa quando avrai fallito almeno 4 o 5 volte” perché sanno che non aver mai fallito è sinonimo di non avere esperienza.

Allora che state aspettando? Provate e fallite.

Vi auguro di fallire più di me, più di ogni altro, per poi ritrovarvi più forti e più grandi di quanto ognuno di noi possa sperare.

Conclusioni

Bene ragazzi, spero che queste semplici 4 “regole dell’insuccesso” possano aiutarvi ad affrontare al meglio la vostra carriera da imprenditori, sono sicuro che se prenderete coscienza di quanto detto i risultati arriveranno.

Ricordate sempre che per ottenere risultati diversi dobbiamo fare cose diverse, a partire dalle proprie abitudini! Allora che aspettate a mettere in pratica delle buone abitudini? Volete avere successo o insuccesso?

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